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Nuclei cervellotici combattenti.

Se c'è una cosa che mi sta proprio sul culo è l'inconscio.
Prima di tutto nessuno l'ha mai visto, al contrario del fegato, del gomito o del cervello.
Quindi, se parto -da buona razionalista- dal presupposto che Dio non esista perché nessuno l'ha mai visto, allora perché dovrebbe esistere l'inconscio?
Chi mi conosce potrebbe obiettare che in realtà io sono portata a credere a cose molto più inesistenti rispetto a Dio, a cui alla fine credono più o meno tutti, come ad esempio le fate e il piccolo popolo intero.
Ma come qualcuno su qualche blog che non ricordo ha ben esemplificato in una magistrale serie di paradossi, le fate, gli gnomi e i folletti hanno come presupposto intrinseco quello di non farsi vedere dagli esseri umani, indi per cui il fatto stesso che essi non siano mai stati visti da nessuno è una condizione sufficiente per confermare senza ombra di dubbio la loro esistenza.
Voglio dire, quanto la Madonna di Medjugorie, almeno.
In ogni caso, l'inconscio, per quanto non esista, riesce comunque ad essere insopportabile.
Io ho imparato a non dargli ascolto. Perché voglio dire, la volontà e le ferme conclusioni derivate da anni di duro lavoro su sé stessi DEVONO valere di più di un fottuto sogno fuori posto.
Attenzione, non sto facendo opera di auto-convincimento: dare credito all'inconscio solo perché catalogabile tra ciò che non puoi controllare, legittimerebbe altresì anche tipo io che mi denudo e comincio a correre per la corte del mio condominio in preda ad un attacco di pazzia.
Anche la pazzia non si può controllare; ma avete mai sentito uno psicanalista dire che la pazzia vada alimentata a discapito della ragione?
Eppure andrebbe anche a loro vantaggio: ci sarebbero un sacco di pazienti in più.
Quindi, se io da sveglia sento delle cose che sento fermamente di poter tenere sotto controllo, se io durante il giorno arrivo a delle convinzioni, per quale motivo se io faccio un sogno che sembra smentire ciò a cui sono arrivata devo svegliarmi la mattina pensando che ciò che credo vero durante il giorno non lo sia?
Voglio dire: ciò che penso razionalmente -ma anche emotivamente- vale meno di ciò che il mio inconscio -che peraltro non esiste- mi suggerisce durante la notte rielaborando input a casaccio dopo un' impepata di cozze?
Mi sembra una gran cazzata.
Viva il cervello, abbasso l'inconscio.
Io tifo sempre per i perdenti.

Pubblicato il 7/5/2008 alle 1.44 nella rubrica Diario.

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