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90: la Paura

Vabbé, dopo circa due mesi di discussioni, litigi, risse, dibattiti, riunioni, alla fine ho votato.
Ho cambiato idea circa un'ottantina di volte: ho pensato di astenermi, di votare Pd (per circa 12 secondi), di fare scheda nulla, scheda bianca, di rifiutare la scheda, di infilarci dentro una fetta di mortadella, di vendere il mio voto al miglior offerente (ma nessuno mi ha offerto niente), di cospargermi di petrolio e darmi fuoco di fronte al seggio elettorale, di mettere una bomba in Parlamento, una in Vaticano, eccetera.
Insomma, alla fine ho votato.
Ferrando.
Perché?
Uhm. La risposta che mi sono data è stata questa.
Non potevo votare Pd, perché Veltroni non mi piace. La sua è una coalizione piena di cattolici e di esponenti politici tra loro così diversi che in sede di governo, se mai vinceranno, non credo saranno in grado di trovarsi daccordo su niente.
Un film già visto mi pare.
L'argomento più usato da chi cercava di farmi votare Pd era che se non lo avessi fatto avrebbe vinto Berlusconi.
Ma
1)Berlusconi vincerà ugualmente.
2)Mi sono rotta le palle di questi voti dati per mandare a casa qualcun altro.
L'astensione è purtroppo qualcosa a cui non riesco a piegarmi.
Faustino potevo votarlo, in effetti.
Nonostante tutto lo amo ancora.
Poi però dentro di me ho pensato: Ferrando dice delle cose talmente poco attuali, è talmente fuori dal tempo, che sicuramente ciò che dice non lo dice per comprare la gente.
Se lo dice, vuol dire che ci crede ancora.
Ecco, l'ho trovato un po' fuori dalla morsa del compromesso.
Uno che parla ancora di borghesia e padroni, anche se mi fa un po' sorridere, non può non essere davvero comunista.
Lo so che il mio voto è andato completamente disperso. Ma non mi importa.
Il fatto è che comunque vada, sarà una catastrofe.
Queste elezioni mi hanno devastato psicologicamente.
Attendo i risultati con la consapevolezza di chi sa che un altro mondo, almeno qui in Italia, è impossibile.
Ogni epoca ha il proprio nemico da combattere: prima c'era la DC, noi abbiamo questa destra, così becera, sguaiata e disonesta, e la combattiamo con gli avanzi dei nemici di ieri.
Non mi resta che attaccarmi alla nostalgia della Rivoluzione.
In fondo, vivere proiettata nel passato è la mia specialità.

Pubblicato il 14/4/2008 alle 11.16 nella rubrica Diario.

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