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Nihil est magnum somnianti
E poi come si fa a non avercela con questi ricchi.
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2008


Hanno beccato nuovamente 390 furboni che avevano messo i loro miliardi di miliardi di miliardi nel Liechtenstein, per la precisione a Vaduz.
A dir la verità, ecco come la penso sull'evasione fiscale: il fornaio sotto casa o il fruttivendolo che mi fa uno scontrino sì e uno no, non mi dà particolarmente noia. Sono poveri Cristi, per loro è solo un modo per andare avanti e arrivare a fine mese.
Però ecco, se te hai un conto nel Liechtenstein, allora vuol dire che non sei tanto un povero Cristo. Magari sei Cristo e basta, ma povero no. Io, per esempio, i soldi per andare nel Liechtenstein a mettere i miei soldi manco ce li avrei.
Ora, voi sapete perfettamente che se si riescono a recuperare quei soldi e a far pagare le tasse arretrate a questi figli di puttana probabilmente possiamo andarcene tutti in vacanza tre anni, costruire nuovi ospedali, nuove strade, nuove gastronomie per tutti.
Però so già come andrà: questa gente patteggerà, dirà che gli dispiace, che vuole fare pace col fisco, però dai, magari uno sconticino? E succederà com'è successo con Valentino Rossi, pagheranno una miserrima parte di quello che devono e sposteranno i loro conti correnti alle isole Cayman.
Per la cronaca, a me sono arrivati da pagare 8 euro per un errore di conteggio del commercialista.
Io glieli dò, eh.
Però magari volevo provare a chiedere: dai, ma magari uno sconticino?Perché Valentino Rossi sì e io no?
Ve ne dò tre di euro.
Potete pagarci i moduli e la busta che usate per spedirmi a casa la comunicazione in cui mi avvisate che vi devo dei soldi.
Collaboro.
Io credo che questa gente, i Cristi del Liechtenstein, siano la rovina del paese.
E quindi dal paese vadano estromessi.
Io ce li manderei a vivere, nel Liechtenstein.
Vediamo se poi vengono ad aprire un conto qui.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 26/3/2008 alle 13:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Fletto i muscoli e sono nel vuoto!!
post pubblicato in Diario, il 21 marzo 2008


E' arrivato. Me l'ha fatto conoscere un amico comune.
Ci sono momenti nella vita in cui ti rendi conto che, finalmente, hai incontrato chi dovevi incontrare nel momento giusto.
E ti rendi conto che fino a quel momento hai vissuto senza, e non capisci come hai fatto.
Quando ci hanno presentati ero molto sospettosa. Me l'avevano dipinto come "un buffone", ma sapevo che in quanto super-eroe, non avrebbe mai potuto farmi del male.
L'ho trovato.
La scimmia con le orecchie da topo dei miei sogni.

                                           RAT-MAN.
             LA VOSTRA VITA NON SARA' PIU' LA STESSA.
             (PER QUANTO RIGUARDA LA MIA, SPERIAMO).

    

Un ringraziamento particolare a Carlotto, perché me l'ha fatto conoscere e mi ha portato anche a vedere le papere che dormivano.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 21/3/2008 alle 19:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Sul femminismo e sull' "anche meno", nè
post pubblicato in Diario, il 12 marzo 2008


C'era una frase che avevo letto qualche tempo fa, di Simone de Beauvoir, che diceva pressappoco così: "Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera".
Questa frase mi ha fatto partire tutta quelle serie di connessioni neuronali tipiche delle frasi dense di qualcosa, di cosa non lo so, però ho sempre voluto scriverci un post senza sapere da dove iniziare.
Anche adesso non ho le idee molto chiare, ma ho voluto comunque cominciare a scrivere, perché insomma, intanto cominciamo a giocare, si mettono le pedine sul "Via!" e poi vediamo cosa succede.
(Io voglio il fiasco di vino. Compro Parco della Vittoria. Ehm)
Comunque. Ho cercato qualche altra notizia su questa Simone. E' stata essenzialmente una delle fondatrici del movimento femminista, filosofa, scrittrice, assolutamente avanti riguardo a battaglie sociali e civili. E' stata per una vita accanto a Sartre (scusate se è poco), radicalmente atea, assolutamente intrisa della vita culturale della sua epoca.
Una donna a volte isolata, proprio a causa del suo sguardo precursore (come spesso succede alle grandi menti).
Insomma, una donna coi controcazzi, come dicono in Francia.
Poi leggo questa frase, e penso. Intanto vediamo se sono d'accordo.
Sono d'accordo?
Boh.
"Una donna libera è l'assoluto contrario di una donna leggera".
Credo sia facile cadere nel tranello delle femministe compulsive. Del tipo, l'emancipazione sessuale ci ha davvero rese più libere?Sicuramente sì. Ma ha anche portato a tutta quelle serie di stereotipi ostentati che tanto sono frequenti nel nostro tempo. Come se tutto ciò che fosse lecito fare, andasse fatto.
Come se tutto ciò che apporti un temporaneo beneficio, fosse effettivamente terapeutico.
Questa non credo sia la verità. Perché la verità, grazie al cazzo (come dicono sempre in Francia), fosse così semplice da trovare non ci sarebbero stati secoli di filosofi a disquisirne, né su di essa né sull'essenza reale dell'essere.
E su varie altre cose che mica conosco tanto bene, la filosofia non l'ho mai studiata in modo approfondito, ehm.
Scadiamo tutti insieme, e speriamo che nessuno si rivolti nella tomba, aprendo una parentesi alla Bridget Jones che, giuro, ha lo scopo di portarvi altrove.
Il fatto è che ora noi donne possiamo darla a tutti, se vogliamo. Possiamo darla a chi ne abbiamo voglia. Il fatto è che secondo me questa libertà ci ha portato:
1)A darla anche a chi non ne abbiamo voglia,
2)A dire a tutti che l'abbiamo data,
3)A sciorinare nei particolari che quella posizione è meglio dell'altra e che siamo brave a fare questo, quello, per questo, questo e quest'artro motivo (come diceva Quelo, un altro precursore direi).
Le mie opposizioni alle succitate questioni sono queste:
1)E' veramente una buona cosa darla a caso?
2)Siamo veramente certe che alla gente freghi qualcosa del fatto che noi l'abbiamo data?
3)Siamo veramente sicure che questa tecnica di sovraesposizione sessuale (per quanto, in questo caso, verbale) sia -come crediamo- (sentite, lo credete, siate oneste) un richiamo sessuale nel caso in cui il nostro interlocutore sia un maschio, oppure un chiaro ostentare il nostro fichissimo affrancamento da secoli di subordinazione da parte degli uomini nel caso in cui la nostra interlocutrice sia una donna?
(Questa frase non l'avete capita bene, è troppo lunga e piena di parentesi. Rileggetela. Me la rileggo anch'io che è meglio).
Ora, sia chiaro, qui non si sta facendo un discorso di morale, figuriamoci. Per me tra adulti consenzienti si può veramente fare qualsiasi cosa.
E' che dietro quella frase, quelle due parole, "donna libera", credo ci siano tanti di quegli impedimenti, tanti di quei muri, di quelle barriere, di quei patimenti -anche generazionali, se vogliamo- da farmi credere che no: non tutte coloro che si proclamano libere lo sono davvero.
E' qui che penso: certo per "donna leggera" non credo Simone de Beauvoir intendesse soltanto "donna dai facili costumi".
Dietro quel "donna leggera" credo ci sia tutto ciò che viene riposto perché complesso.
Tutto ciò che viene rimandato perché faticoso.
Tutto ciò che non affrontiamo, perché troppo distante (o troppo vicino?).
Il sesso è interessante? Lo è.
Ma tante cose sono interessanti, eppure non se ne parla abbastanza. Anzi, non se ne parla mai.
Il sesso è la pellicola che usano le persone per coprire le parti di sé che sono più inermi, e per questo più attaccabili.
A volte l'ironia -scusa a cui attingiamo per non correre il rischio di essere crudi a sproposito nei nostri goliardici racconti di epiche gesta tra le lenzuola- ci rende caricature spesso peggiori rispetto a ciò che siamo davvero.
Il sesso rende liberi?
No: credo che solo chi sia veramente libero, sia in grado di fare del vero sesso.
Perché non c'è libertà, senza consapevolezza.
E non c'è consapevolezza, senza un effettivo esercizio della scelta.
Risposta:
sì, sono d'accordo.
Brava Simone.

Parte facoltativa:
(E vabbé, un po' brava anche a Bridget Jones, perché chiunque riesca ad avere Hugh Grant nel proprio letto -fosse anche per una sola notte- può anche permettersi di non farsi certe domande.
E con questa ho rovinato tutto eh. Uhm)
(Certo che da una che ha Guzzanti come guru spirituale che vi aspettavate??Io c'ho grossa crisi!!)
                 
                                              



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 12/3/2008 alle 19:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
Viva Zapatero!
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2008


            Troppa felicità!!!




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 10/3/2008 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
E famosela 'sta cazzo di risata.
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2008


C'è poco da fare, dormire -o quantomeno dormire bene- è una cosa che con me ormai fa tipo reazione chimica e esplode.
La cosa buona è che adesso mi sveglio la mattina e non mi girano più le palle ma mi viene da ridere, perché faccio dei sogni di una ridicolezza assoluta.
Dopo aver passato quasi un anno a sognare l'ex, e dopo aver finalmente smesso, il mio subconscio ha deciso di propormi sul menù della casa tutta una serie di sfiziosissime alternative connesse all'individuo in questione.
Stanotte, per esempio, ho sognato che esistevano tipo delle agenzie addette alla restituzione di oggetti alle persone che non volevi vedere tipo mai più.
Praticamente io andavo lì e c'era una specie di commesso al banco.

A.: "Mi scusi, io dovrei recapitare al mio ex questi oggetti".
(Poso sul tavolo una penna e un videoregistratore).
Commesso: "Ah, bene, una penna e un videoregistratore".
(Una penna e un videoregistratore??Ma perché??)
C.: "Allora facciamo un pacchettino, eh".
A.: "Guardi che non è un regalo, devo solo renderglieli".
C.: "Mi scusi ma noi facciamo il pacco regalo comunque".
A.: "Ah. Vabbè".
(Il commesso fa un grazioso pacco regalo con un fiocco rosa).
C.: "Adesso le ricamo un fazzoletto di pizzo".
A.: "Come, scusi?"
C.: "Il fazzoletto di pizzo. Noi ricamiamo sempre delle cose su un fazzoletto di pizzo".
A.: "Ehm...e quanto costa?"
C.: "Non si preoccupi, è tutto compreso nel sogno".
A.: "Ah, menomale".
(Il commesso cerca tra vari fazzoletti e ne prende uno in cui sono ricamate, in due angoli, la lettera "V" e la "E").
A.: "Mi scusi...Ma perché la V e la E?"
C.: "E che ne so...Il subconscio è il suo. Veda di scavare un po'".
A.: "Ma scavare cosa!!Mi scusi eh, ma la restituzione è mia!!Non prenda iniziative!"
(Il commesso fa finta che io non esista -strano- e inserisce il fottuto fazzoletto nel pacco regalo).
C.: "Adesso lo chiamiamo. Come si chiama il suo ex?"
A.: "Daniele. Mi scusi, ma lo chiama per fare cosa?"
C.: "Per dirgli di venire a prendere il pacco".
A.: "...Ma come?Non glielo consegnate voi?E allora a cosa servite??"
C.: "Guardi che queste non sono mica le poste.Noi ci occupiamo del pacco e del fazzoletto".
A.: "Ma io non lo volevo nemmeno il fazzoletto!"
(Il commesso compone il numero)
C.: "Sì?Pronto?Daniele?Salve...Qui è l'agenzia di restituzione oggetti...Ci sarebbe un pacco da ritirare da parte di una certa Alessia...Come Alessia chi?Guardi che se non lo sa lei...Come dice?Adesso è con la fidanzata?Viene lei a ritirarlo?"
(Io intanto mi sbraccio facendo segno di no in modo convulso e chiaramente stizzito).
C.: "Sì...sì, va bene...arrivederci."
A.: "Mi scusi, ma è impazzito?Ma se volevo far ritirare il pacco dalla fidanzata glielo dicevo!"
C.: "Non poteva comunque. Lei non sa nemmeno come si chiama la fidanzata."
A.: "...Ma cosa c'entra..."
C.: "Guardi che sarà qui a momenti, le consiglio di andarsene".
A.: "Pure. Guardi, se vuole tirami anche un calcio nel culo si accomodi..."
C.: "Faccia poco la spiritosa e se ne vada".

A questo punto mi allontanavo dall'agenzia restituzione e mi sedevo in macchina e mi mettevo a frignare, non si è ben capito per cosa, forse perché avevo scoperto che il commesso mi aveva truffato e c'era una maggiorazione prezzo per il fazzoletto di pizzo.
Intanto arriva la fidanzata di Daniele che, dopo aver ritirato il pacco, pensa bene di scorgermi e di entrarmi in macchina per conversare, con mio estremo giubilo.

A.: "Scusa, anche no".
Fidanzata: "Ma io voglio solo parlare".
A.: "Mi fa molto piacere, ma tipo, anche no, per davvero".
F.: "Perché sei così ostile nei miei confronti?"
A.: "Ma in questo sogno sono tutti fuggiti dalla neuro. Ma che cosa vuoi?"
F.: "Volevo solo dirti il mio nome. Mi chiamo Carolina".

Segue conversazione priva di senso di cui ho rimosso i contenuti.
Carolina. Io il nome di questa non lo so, certo che Carolina gli si addice.
Ehm.
Sull'annosa questione marzulliana sento di poter dare finalmente una risposta definitva:
"La vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere meglio?"
Risposta:
La vita è un sogno?
Fortunatamente, no.
I sogni aiutano a vivere meglio?
Sfortunatamente, no.

Dio, perché non ho i soldi per un analista.
Ma io lo so, sai. La ruota gira.
La.
La.
La.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 9/3/2008 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Gnaafà.
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2008


Ha già detto tutto Michele Serra nella sua splendida Amaca di oggi. Il sunto è che questo Fabrizio Corona, rincorso dalla volante in autostrada dopo aver pagato un pieno all'autogrill con soldi falsi di cui la sua Bentley era piena, ormai, impietosisce anche i suoi più acerrimi nemici (tra cui mi includo vivamente).
Lo vedo che arranca con la polizia, questo ragazzotto lampadato e tamarro fin dentro il midollo, cercando una giustificazione plausibile al fatto di avere una valigia piena di banconote contraffatte.
E pensare che l'altra sera l'avevo anche timidamente difeso: "Vabbé", avevo detto, "magari non lo sapeva che erano false"...
Ci ho provato, Fabbrì, a paratte er culo, ma questo è l'individuo indifendibile per eccellenza.
Sbandieratore di mediocrità, successi facili, amoralità, mutande dal terrazzo, promulgatore del "tutto ad ogni costo", amante dei soldi fino al punto di registrare sua moglie che lo lasciava e rivendere la conversazione a un settimanale di gossip (e se anche volessimo pensare che tutto era montato, vogliamo parlare anche dell'integrità morale di Nina Moric?Meglio di no).
Proviamoci pure a dire che chi fa soldi con la miseria altrui toglie ulteriore dignità a coloro che permettono -legittimandolo- questo scempio.
Perché sì, pari rabbia mi fanno coloro che le mutande di Corona se le comprano. Ma chi specula sugli spiriti semplici, per quanto cavalchi l'onda di questi poveri tempi meschini, non merita difesa, né soldi, né successo.
A Corò, te te meriti solo la galera.

"Corona pare il riassunto vivente di tutti i concorrenti di reality, di tutti i tronisti e gli avventizi da video e da rotocalco, di una intera leva di precari del successo sicuri di essere al mondo solo per raccogliere applausi. Dovrebbe fare rabbia, a pensarci bene mette solo una grande tristezza".
L'amaca, 4 Marzo 2008




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 4/3/2008 alle 19:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
A tutto c'è un limite
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2008


Io pensavo di essere di vedute aperte, ma continuano a mettermi alla prova ed era chiaro che prima o poi sarei capitolata.
Platinette posa nuda per Pride, il mensile gay italiano, e dichiara:

"Ho cercato di dimostrare che chiunque può essere 'desiderabile', anche se fuori da un modello di riferimento".
(Ecco, esattamente..come?!?)

Perché è necessario sempre spingersi oltre?Perché si sente sempre il bisogno di travalicare, oltrepassare, scavalcare?
E' davvero questo essere autentici?
Il limite tra l'autoironia e il cattivo gusto alle volte è davvero sottile.
Oggi sono triste, e 'sta cosa mi ha dato il colpo di grazia.
Macerie su macerie.
E come dicono i MINISTRI (geniale gruppo milanese):
"Quello che abbiamo è quello che ci resta".
Niente di più vero.
A risentirci.


 





permalink | inviato da ilpostodellefragole il 3/3/2008 alle 19:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Campagna elettorale
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2008


                              

Albe: Ma secondo te cosa intende? "Pensate a quale paese in cui emigrare?"

Eh, po' esse.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 1/3/2008 alle 3:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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