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Nihil est magnum somnianti
T'avei a pensacci prima, fava.
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2011


Il mondo sta andando a rotoli. Aggiorno continuamente la pagina di Repubblica, aspettando che il titolo cambi con qualcosa di apocalittico del tipo che il mondo sta per finire e di non aspettarsi altri aggiornamenti, o robe così.
L'essere umano è talmente stupido che, ne sono certa, qualche idiota cercherebbe sicuramente ancora il lucro dell'ultimo secondo, cercando di speculare nonostante la consapevolezza dell'imminente decesso.
Come siamo stupidi. La maggior parte di noi è meritevole di nient'altro se non l'estinzione.
La prima della mia lista nera, in questi giorni, è quella fottuta della Prestigiacomo, che osa intervenire sulla questione del nucleare additando gli antinuclearisti di allarmismo e -come poteva mancare!- della solita STRUMENTALIZZAZIONE.
 L'Enel e il governo se ne fottono, e dicono: -”Niente emotività”.
Niente emotività! Che carini.
Io difficilmente mi agito, non sono una che si fa prendere dall'ansia del serial killer, dalla paura dei ladri, dal terrore delle malattie contagiose. Affronto tutta l'attualità con la moderazione che il mio sistema neuronale mi impone, con attenzione, con approfondimenti e razionalità.
Per la prima volta nella mia vita, ho davvero paura di qualcosa che leggo sul giornale.
Certo che il mondo non finirà, almeno non adesso.
Ma avverto la sensazione di qualcosa di grosso. Per la prima volta, percepisco DAVVERO quanto abbiamo fatto, quanto ci siamo adoperati per far sì che, un giorno, potessimo dirci effettivamente responsabili del botto finale.
Come siamo stupidi, santo Dio.
Non ci è mai importato niente del film, perché eravamo troppo occupati a ignorare i titoli di coda che si avvicinavano.
E' sempre stato un film di merda, che nessuno -se non pochissimi, rarissimi eletti- si è mai preso la briga di rendere migliore, perché tanto ci avrebbero pensato quelli dopo.
E adesso -sorpresa!- quelli dopo siamo noi, e non c'è più niente a correggere.
Mi sento piccina, inutile, connivente.
Faccio parte di un genere a cui mai come oggi sento di non appartenere.
Lo trovo triste, e imbarazzante.
Lo trovo triste, come quello che ci lasceremo alle spalle quando non ci saremo più.





Comunque, ecco, già morire dopo la Prestigiacomo sarebbe una discreta soddisfazione.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 16/3/2011 alle 1:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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