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Nihil est magnum somnianti
Son cose belle.
post pubblicato in Diario, il 19 maggio 2011


Stasera, a exit, luca telese ha apostrofato feltri (che tentava goffamente di difendere l'operato della Moratti): -"Se tu avessi avuto un figlio come il suo"-, gli ha detto, -"l'avresti preso a calci in culo!!!!"-. Alché ho scoperto in cosa consistesse, esattamente, l'abuso edilizio compiuto dal figlio della suddetta. Io non voglio annoiarvi, ma sembra che ci siano anche un ponte levatoio e una vasca di acqua salina, in cui la Moratti andava a sciacquarsi il polso dolorante. Matteo Pavanello, titolare dell'azienda che ha compiuto i lavori ma che poi non è stato pagato, e che ha portato Gabriele Moratti in tribunale, ha definito l'avveneristica dimora come "bat-caverna".
La Moratti dice che non sapeva nulla, d'altra parte era stata a casa del figlio solo un paio di volte. Appunto, nella "bat-piscina".
Inutile dire che Feltri non ha aperto bocca.
E' stata la più grande soddisfazione del mese.
Brava Milano!!




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 19/5/2011 alle 1:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Faccia libro=faccia da culo?
post pubblicato in Diario, il 1 maggio 2011


Vabbene, ho ceduto al fascino (???) di feisbuk. Contattatemi numerosi!!Però non dite a nessuno del blog perché mi vergogno.
Io mi chiamo Alessia Castagnoli.
Ho notato che su feisbuk numerose persone scrivono come parlano. Anch'io. Cioè, ci viene proprio da parlà pratese. Anzi, peggio. Mi viene da parlà come un pratese allo stadio con la quinta elementare. Non lo so come mai. Ho notato anche una rapidissima e progressiva regressione linguistica, come se il mio vocabolario improvvisamente si fosse impoverito all'improvviso.
Per ovviare a questo sgradevolissimo incidente, farò un esercizio di riattivazione neuronale, volto a contrastare il vuoto di parole che feisbuk produce, elencando in modo casuale parole non desuete ma di scarso utilizzo quotidiano negli scambi colloquiali, per rimpollare il mio vocabolario mentale e per non rincretinirmi.
Inizio.
Maieutica, dionisiaco, arrendevole, gendarme, viottolo, dispotico, cinciallegra, satollo, ramanzina, irsuto, lavativo, settario, ghiera, liuto, forense, minotauro, fisiologico, salomonico, polistrumentista, fruttato, tremebondo, e poi volevo anche dire quella parola...come si dice..quando uno è rosso rosso..ah sì, rubizzo.
Fatelo anche voi quest'esercizio, vi servirà.
Nel prossimo post, un po' di inutili cazzi miei.

P.S. A proposito, vi auguro un favoloso, irrinunciabile, sempiterno, pregnante, significativo primo maggio!!E senza papi, né morti, né vivi né conduttori televisivi un po' grassottelli.

Ah, andate a vedere il nuovo film di Nanni, è veramente un ineguagliabile capolavoro. Ma cosa sarebbe il mondo senza gli aggettivi qualificativi??




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 1/5/2011 alle 0:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Happysad
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2011


Una parentesi seria, per una volta.
Un pensiero ad Arrigoni, che come ho scritto sul blog di Irlanda è morto senza ancora, nella mia testa -ma soprattutto nel mio cuore- una spiegazione razionale.
Purtroppo stavolta non riesco ad essere politicamente corretta, e il mio primo istinto è quello di inveire, forse a vanvera, verso l'ottusità di un gruppo di poveri coglioni.
Forse il tempo mi riporterà verso una linea di pensiero più meditata.

Una notizia positiva, invece, i 16 anni e mezzo dati all'amministratore delegato della Thyssen.
"Sentenza storica", hanno detto.
Non so se cambierà qualcosa, ma forse, almeno per paura di finire in prigione, da oggi i "grandi capi" non considereranno la sicurezza sul lavoro un optional da fricchettoni comunisti.
Un bacino a chi viene falciato dalla grande macchina industriale, una vita mangiata dal color siderurgia, che dipinge le morti bianche del più opaco grigio scuro.




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sonno
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2011


Ho molte cose in sospeso da dirvi, ma sono sempre molto molto stanca, tipo ora sono tornata adesso da lavoro e mi fa davvero fatica scrivere.
Quindi sarò estremamente telegrafica e vi fornirò pochi input random.

La mi mamma è a sharm, ma contro ogni previsione ancora nessuno l'ha presa in ostaggio. Mi ha lasciato il suo cane che stamani mi ha seminato merda per tutta casa, concedendomi il risveglio peggiore di tutta la mia vita.

Domani non posso dormire, viene un mio amico a mettermi le piante nei 3 centimetri quadri di quadratino verde dell'ingresso. Io però vorrei tanto dormire. E la figliola nel frattempo dove la metto? La dovrei portare dal babbo, ma devo svegliarmi prima e io voglio dormire, anche se un quarto d'ora in più. Però ho lasciato la macchina qua davanti e domattina c'è la pulizia strade. Inoltre, la vecchia del piano di sopra si sfaverà se tolgo dalle mezze conche attaccate al muro quelle ridicole piantine grasse?
Un insieme di circostanze esplosive dalle soluzioni incompatibili.

Mi dà estremamente fastidio che non esista il participio passato del verbo esigere. Forse è esatto, ma non lo userò mai, nemmeno sotto tortura.

Mio zio, che non ci sta tanto con la testa, ha un orto che sembra un campo su cui vengono sperimentate nuove miscele di esplosivo. Credo che prima di seminare si bendi e faccia due o tre tiri di canna, e poi cominci a spargere i semi.
Ho anche visto delle canne da pomodori tenute insieme da due cinture.

Dovete cercare "il fiodena" su Youtube. Per forza. Gnignignigni!

Dovete guardate "Misfits". Per forza.
Però in lingua originale sottotitolato.

Una macchina dovrebbe costare non più di 4000 euro.

Ho imparato a fare le polpette al sugo. Sono brava.

Il prossimo post, se non troverò altre idee migliori,  sarà su chi fa il passo più lungo della gamba.

Buonanotte
a.

 




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Luoghi comuni un cazzo.
post pubblicato in Diario, il 27 marzo 2011


E' una cosa che ho notato solo io che coloro che sono alla guida della nuova 500 -giovincelli col viso di cazzo e molto gel, cintura D&G e culo piatto- guidano veramente dimmerda?
La stessa cosa l'avevo già notata, precedentemente, per la mini cooper e la smart.
Possibile che ogni quinquennio debba uscire la macchina da coglioni?




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Il mistero della lavatrice insensata
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2011


Questo post è veramente di poco conto, quindi potete fare anche a meno di leggerlo, ma sento l'esigenza di esteriorizzare i miei interrogativi.
Prima di traslocare, ho comprato su Internet una lavatrice davvero sfiziosina. Ha un sacco di programmi molto utili, come ad esempio la partenza ritardata, che io uso per far partire la lavatrice dopo le 19 (si spende molto meno), il ciclo silenzioso, e robe così.
Poi ha un altro programma che, teroicamente, se fosse stato ben applicato, sarebbe stato geniale, che è il ciclo breve. Dunque, la roba molto sporca la lavo col ciclo lungo (circa 80 minuti, che mi sembrano più che sufficienti per lavare) (ci sarebbero anche cicli molto più lunghi, tipo di tre ore, ma quelli credo che li usino solo in ospedale per lavare le lenzuola morte).
Il ciclo lungo mi dà la possibilità di caricare la lavtrice con al massimo sei chili di roba, che così a occhio mi sembra una cifra ragionevolmente  sensata.
Poi c'è il ciclo corto: uno di 30 minuti e uno, addirittura, di 15 minuti. Ovviamente non serve per lavare, ma per rinfrescare i capi stagnettanti, tipo non so, le federe bavose dei cuscini, gli asciugamani, robe così.
Allora, praticamente nel ciclo corto non puoi mettere più di un chilo e mezzo di biancheria.
Se provi a metterne di più, essendo l'acqua immessa nella lavatrice proporzionata alla quantità di panni che intendi lavare, rischi che prima di tutto non si lavi una mazza, e poi secondo me rischi anche che la motoretta (MOTORETTA! MOTORETTA!) della lavatrice, se settata su quel determinato tipo di programma, non so, si fonda, tipo esploda, qualcosa del genere.
La mia domanda è: perché?
Perché io devo poter lavare col ciclo breve solo un chilo e mezzo di biancheria?
Non so se mi spiego, la domanda ha un senso piuttosto sotterraneo, provo a riformularla: perché la lavatrice è stata creata in modo tale da costringermi a lavare col ciclo breve solo un asciughino?
Qualcuno sa darmi una spiegazione razionale?

 P.S. Questa cosa di restare a guardare l'oblò della lavatrice la faccio già da anni, e non è servita ad illuminarmi.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 22/3/2011 alle 23:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
Info familiari!
post pubblicato in Diario, il 21 marzo 2011


Fusaci la macchina, e fatto un giro di concessionarie, tendenzialmente contrari ad indebitarci a vita visto che lo siamo già (mutuo), abbiamo deciso di comprare questa bellissima motoretta 125!

46 km con un litro! In culo a Gheddafi! E poi potrò dire la parola motoretta a tutti, che è una delle mie parole preferite!!
MOTORETTA! MOTORETTA!
Potrò sfrecciare per le strade rigando tutti i suv con un chiodo arrugginito se copro la targa!
Ci sento di brutto.
MOTORETTA! MOTORETTA!




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 21/3/2011 alle 14:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Una breve parentesi
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2011


Sapete cos'è questa?

è la prima notizia del Giornale di oggi!! Non è un fotomontaggio!!E' vera!!




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 16/3/2011 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
T'avei a pensacci prima, fava.
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2011


Il mondo sta andando a rotoli. Aggiorno continuamente la pagina di Repubblica, aspettando che il titolo cambi con qualcosa di apocalittico del tipo che il mondo sta per finire e di non aspettarsi altri aggiornamenti, o robe così.
L'essere umano è talmente stupido che, ne sono certa, qualche idiota cercherebbe sicuramente ancora il lucro dell'ultimo secondo, cercando di speculare nonostante la consapevolezza dell'imminente decesso.
Come siamo stupidi. La maggior parte di noi è meritevole di nient'altro se non l'estinzione.
La prima della mia lista nera, in questi giorni, è quella fottuta della Prestigiacomo, che osa intervenire sulla questione del nucleare additando gli antinuclearisti di allarmismo e -come poteva mancare!- della solita STRUMENTALIZZAZIONE.
 L'Enel e il governo se ne fottono, e dicono: -”Niente emotività”.
Niente emotività! Che carini.
Io difficilmente mi agito, non sono una che si fa prendere dall'ansia del serial killer, dalla paura dei ladri, dal terrore delle malattie contagiose. Affronto tutta l'attualità con la moderazione che il mio sistema neuronale mi impone, con attenzione, con approfondimenti e razionalità.
Per la prima volta nella mia vita, ho davvero paura di qualcosa che leggo sul giornale.
Certo che il mondo non finirà, almeno non adesso.
Ma avverto la sensazione di qualcosa di grosso. Per la prima volta, percepisco DAVVERO quanto abbiamo fatto, quanto ci siamo adoperati per far sì che, un giorno, potessimo dirci effettivamente responsabili del botto finale.
Come siamo stupidi, santo Dio.
Non ci è mai importato niente del film, perché eravamo troppo occupati a ignorare i titoli di coda che si avvicinavano.
E' sempre stato un film di merda, che nessuno -se non pochissimi, rarissimi eletti- si è mai preso la briga di rendere migliore, perché tanto ci avrebbero pensato quelli dopo.
E adesso -sorpresa!- quelli dopo siamo noi, e non c'è più niente a correggere.
Mi sento piccina, inutile, connivente.
Faccio parte di un genere a cui mai come oggi sento di non appartenere.
Lo trovo triste, e imbarazzante.
Lo trovo triste, come quello che ci lasceremo alle spalle quando non ci saremo più.





Comunque, ecco, già morire dopo la Prestigiacomo sarebbe una discreta soddisfazione.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 16/3/2011 alle 1:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
E allora continuate.
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2011


Di oggi -o forse anche di ieri, che ne so, per quanto mi appassiona ultimamente la politica...- la notizia di Rosi Bindi candidata premier. Capisco il ragionamento di fondo: a combattere un puttaniere ninfomane, chi meglio di una paladina del buon costume, del bigottismo, della salvezza dell'anima, della paccottiglia papale?
"La nemesi di Berlusconi", dice Repubblica. Vabbè, anch'io sono la nemesi di Berlusconi. Perché non mi hanno candidato? Ma poi da quello che ho capito è una mezza idea di Vendola. Di Vendola?? Ma vi rendete conto?
Ma quando la faranno finita con questi minestroni ignominiosi?
"Quello di Vendola è un passo positivo perché finalmente riconosce che c'è bisogno di una larga coalizione democratica", dice la Bindi. Ma chi l'ha detto?? Ma chi cazzo l'ha detto?? Ma possibile che non lo capiscano che invece ci sono persone a cui le alleanze fatte così alla cazzo fanno cacare? Ma ve la immaginate la Bindi presidente del Consiglio? Vogliamo continuare con questo giochino del meno peggio? Me l'hanno fatta odiare la parola "democratico", usata alla cazzo per giustificare scelte mai ideali, solo convenienti.
Mi avete rotto le palle. Io non vi voto più.
BUFFONI!! Tutti a casa, c'ha ragione Grillo. Non è qualunquismo, non è populismo.
E' realismo.
Fate cacare.
Tutti a casa.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 17/2/2011 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
E' veramente uno scandalo..
post pubblicato in Diario, il 16 febbraio 2011


...Che nei locali pubblici venga ancora servito alcool a minorenni.
L'altra sera sono dovuta andare a recuperare Piccettina al pub, era sbronza marcia.
Domani provvederò a sporgere regolare denuncia.

Eccola colta sul fatto.

 




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 16/2/2011 alle 0:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Bisogna sfavarsi di più.
post pubblicato in Diario, il 15 febbraio 2011


Se doveste chiedermi cosa penso del mondo, io davvero non saprei cosa rispondere. Voglio dire, il mondo è un bel posto? Il mondo è un luogo in cui vale la pena mettere al mondo un figlio? Io non lo so. Il fatto è che ho la certezza che le persone per bene siano in maggioranza, e per un attimo non parlo di politica. Spesso lascio, per ingenuità, per eccessiva fiducia nel prossimo forse, la macchina aperta. Non che ci sia molto da rubare, intendiamoci, ma quante persone avrebbero l'opportunità di fottere il mio cesso di autoradio? Eppure, in tanti anni, mi è successo solo una volta.
Questo se si parla di una stupida autoradio. Ma cosa succede se si sale di livello? Io sono giunta a una banale conclusione: i posti di potere sono, di norma, occupati da persone prive di valore, che proprio in virtù della posizione che occupano sono in grado di creare danni che investano decine, centinaia, migliaia di persone. Quindi il mondo non è un granché perché poche persone stanno cercando di affondarlo, tendenzialmente per riempirsi le tasche in modo direttamente proporzionale alla gerarchia che occupano.
La stupidità -l'illogicità- di questo comportamento la trovo inspiegabile. Forse tutti sperano di morire prima che i frutti delle loro azioni si ripercuotano sulla loro vita, e forse sarà così. Credo che la politica abbia perso di valore proprio perché ha smesso di guardare al domani, per guardare all'oggi. Non ha smesso di essere ambiziosa: ha smesso di essere realista.
Vi posto questo filmato di Beppe Grillo, di cui si può pensare ciò che si vuole, ma che credo sia uno dei pochi -forse l'ultimo rimasto- capace di scatenare quel moto di indignazione necessario per non assuefarsi a quanto di marcio ci circonda.
Guardatelo. Fa bene. Alle prossime elezioni lista 5 stelle.

http://www.youtube.com/watch?v=yXJSnTTmhsE




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"Io faccio il cazzo che mi pare". Cartman
post pubblicato in Diario, il 7 febbraio 2011


Allora, partiamo dal presupposto che non siamo tutti uguali.
Che è una cosa che in determinati frangenti può anche innervosire -a me innervosisce molto-, ma in altri credo debba essere considerata con riguardo e rispetto.
Una cosa che credo debba essere sempre valutata con attenzione è che non tutti abbiamo gli stessi codici: ci sono persone la cui riservatezza, timidezza, o anche semplicemente difficoltà nell’affrontare gli altri di persona, spinge spesso a cercare di esprimersi altrimenti.
Ho sempre creduto che la cosa fondamentale fosse riuscire a spiegare al meglio ciò che sentiamo: la forma non è importante.
Certo, non si lascia una persona via sms, né si fanno le condoglianze tramite un post-it, ma se si ha qualche concetto un po’ complesso da esprimere, o un' opinione le cui motivazioni richiedano di essere diffusamente spiegate, ho sempre ritenuto le lettere –o le mail- un provvidenziale mezzo di comunicazione.
Per vari motivi, visto che non credo che la parola scritta sia sempre e necessariamente sintomo di vigliaccheria: esse ti danno la possibilità di esprimere con chiarezza nozioni che l’accaloramento di una conversazione potrebbe rendere confuse e farraginose; inoltre, come tutto ciò che permane, esse danno anche a coloro che le ricevono la possibilità di leggerle con calma, valutandone i punti salienti e dando ad essi la possibilità di pensare con calma alle eventuali obiezioni da fare.
Quindi questo vecchio ritornello di coloro che, di fronte ad uno scambio non orale di opinioni, si sentano in diritto di dire: -“Certo potevi parlarmene di persona”-, utilizzando il tono sprezzante che si usa con coloro che scappano di fronte alle difficoltà, ecco: questo vecchio ritornello lo trovo, per l’appunto, vecchio, e anche poco rispettoso delle altrui diversità.
Io preferisco scrivere, in linea di massima.
Perché mi serve a fare chiarezza nella testa.
Poi, eventualmente, non ho alcun problema ad approfondire l’argomento trattato a voce.
Voglio dire, non è che ho dei problemi comportamentali per cui quando qualcuno mi si avvicina per parlare scappo urlando.
Quindi ecco, che vengano apprezzati i miei tentativi di fare chiarezza, anche se a mio modo, piuttosto che denigrare la mia presunta incapacità di relazionarmi.
Altrimenti la prossima volta comunicherò coi segnali di fumo, e allora saranno cazzi vostri.

"In una discussione è meglio esprimersi in modo appropriato qualunque sia l'argomento. Per quanto pregevole possa essere ciò che si dice, se non è pertinente smorzerà la conversazione".
Yamamoto Tsunetomo
"Il libro segreto dei samurai"




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C'è sempre un motivo per tornare.
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2011


Ritengo di avere il dovere -personale e sociale- di rompere il silenzio di fronte ad un intollerabile scempio a cui non posso più assistere inerme.
Trovo insopportabile e odioso che si continui a mantenere inalterata la legislazione che regolamenta la condotta dei tronisti e delle corteggiatrici di "Uomini e donne". La differenza di trattamento a cui i suddetti generi sono sottoposti è degna di essere definita persecutoria nei confronti della seconda categoria, di cui ritengo di dovermi fare paladina e sostenitrice.
Non riesco a comprendere infatti l'illogicità secondo cui il tronista è libero di infilare la lingua in bocca a chiunque ritenga opportuno -con la scusa peraltro ridicola di riuscire ad intuire, tramite la pomiciata, un'eventuale futura carenza di feeling sessuale-, mentre le povere corteggiatrici siano costrette a infinite mesate di totale astinenza, preferibilmente private anche di uscite serali con i cugini.
Le corteggiatrici -quando non sono troppo occupate a coprirsi vicendevolmente di insulti- vengono addirittura accusate di frequentare troppo la propria pagina facebook, cantare troppo spesso ai matrimoni, avere troppi amici di sesso maschile a cui mandano invariabilmente troppi messaggi, andare troppo a cena fuori e/o in discoteca, avere i jeans troppo attillati e quindi, di conseguenza, essere troppo attente alle telecamere, e quindi automaticamente non vere.
Detto da un uomo che per trovarsi uno straccio di figa si ritiene costretto dagli eventi ad andare a cercarla in televisione, lo trovo quantomeno un ossimoro.
Come trampolino per il mondo dello spettacolo trovo "Uomini e donne" quantomeno discutibile -chi vorrebbe mai fare la fine di Costantino??-, ma è chiaro che chi decide di frequentare la trasmissione non ha altro scopo se non quello di farla finita con la sua vita precedente, attirato da qualcosa che davvero mi sfugge. Un po' come l'illusorio barlume che insegue la gazza ladra; un po' come la tv italiana intercettata in albania, "Uomini e donne" si rivela spesso un' insopportabile menzogna, capace di generare anche abomini relazionali tipo nascita di figli da coppie tronista-corteggiatrice, divisasi ovviamente subito dopo la nascita del bambino.
Stesso ragionamento sussista per il pubblico. Con quale criterio una casalinga che da decenni tiri su lo stipendio tramite sgrammaticate e sguaiatissime opinioni si sente in diritto di rompere le palle a una ragazzetta ventenne, accusandola di volersi mettere in mostra? Come si dice, il bue dà del cornuto all'asino.
Ritengo che la normativa del programma debba essere rivoluzionata: chiunque può pomiciare con chiunque, esattamente come si farebbe fuori dalla trasmissione. Se si dice di non pomiciare, allora NESSUNO deve pomiciare, né tronista, né corteggiatrici.
Propongo altresì di farla finita con le pedisseque segnalazioni che caratterizzano quotidianamente il programma, che di solito arrivano all'incredibile conclusione che qualcuna abbia avuto una relazione precedente.
Una specie di ulteriore persecuzione retroattiva.
Per porre fine a tutto questo, presto mi adopererò per una raccolta firme: è l'ora di dire BASTA ad un paese che ha come basi fondanti l'iniquità, l'ingiustizia e l'oppressione dei più deboli.
A presto.
 

Tra parentesi, la grassona sulla sinistra è stata arrestata per spaccio di coca.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 4/2/2011 alle 13:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Solo un ricordo.
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2009


"L'intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce 
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce."

Pier Paolo Pasolini




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Dialoghi di fine anno
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2009


Isa: "Perché lui (...); e poi ti pare normale che non sia mai possibile (...), e poi non fa mai (...) e quando io (...)lui non (...)...
Ale: "Guarda ti capisco, anche per me è uguale, lui (...) poi quando io chiedo (...) lui non (...), e poi non si ricorda mai di (...)...

(Pausa)

A.: "Ho letto sul giornale che una ricerca dell'Università di Edimburgo ha stabilito che coloro che amano il cinema e guardano troppi film poi vengono influenzati negativamente nella loro vita di relazione perché hanno delle aspettative troppo alte riguardanti al vita di coppia".
I.: "Ma dai!"
A.: "Sì sì".

(...)

(...)

A.: "Ethan Hawke non lo farebbe mai. Cioè, lui si comporta sicuramente in modo diverso".
I.: "Sì, anche secondo me".

Buon anno a chi ancora crede che le cazzate siano il sale della vita. 



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 1/1/2009 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Se la Chiesa non fa più, mai, il suo dovere.
post pubblicato in Diario, il 2 dicembre 2008


Bisognava che trovassi il modo di segnalare, nonostante le compagnie telefoniche tutte tentino sistematicamente di boicottarmi (sono probabilmente controllata dalla C.I.A.), l'abominio della notizia di oggi. Protagonista come sempre il Vaticano che, non si sa con quale faccia, si oppone all'iniziativa presa dalla Presidenza dell'Unione Europea di depenalizzare l'omosessualità, ancora oggi considerata reato in molto paesi e, in alcuni casi, punita addirittura con la morte.
Secondo Monsignor Celestino, la valenza politica di questa depenalizzazione, che serve in realtà soltanto a salvare dalla galera -e dalla morte- persone che hanno l'unica colpa di avere preferenze sessuali ancora non socialmente sdoganate, avrebbe lo scopo di mettere alla gogna tutti quei paesi che non riconosceranno le unioni omosessuali come unioni di fatto.
L'obiettivo nascosto sarebbe quello di prenderla larga per cercare di equiparare le unioni gay ai matrimoni tra uomo e donna -abominio!!- e portare, di conseguenza, alla sparizione della famiglia così come inizialmente concepita da Dio (ma quando?) e, conseguentemente, all'estinzione della specie.
Più volte ho parlato di quanto io detesti la Chiesa, il Papa, le istituzioni religiose e non.
Ma tutto ciò è inaudito, insopportabile, inqualificabile, e che un organo come la Chiesa, che teoricamente dovrebbe avere i propri principi fondanti nella misericordia e nella carità, percepisca come priorità assoluta quella di difendere un dogma e non di salvare una qualsiasi persona, lo trovo inconcepibile.
Ci sono dei principi di incostituzionalità in queste idiozie?
Io credo di sì.
Sono pronta a firmare per lo smantellamento immediato del Vaticano.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 2/12/2008 alle 12:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Siamo alle solite.
post pubblicato in Diario, il 25 novembre 2008


Infostrada ci sta sabotando di nuovo. Vi chiedo scusa per i miei scarsi aggiornamenti.
Viva Obama.
Per ora.



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Elogio della follia
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008


 

L'altra sera, a cena con tre amiche, ci siamo trovate a parlare, come sempre, di storie finite male. Nelle cene tra femmine di solito funziona così: si sceglie una storia andata a puttane, si condisce il tutto, in questo caso, con litrate di vino bianco e di amaro d'erbe, e poi si racconta, a chi ancora non la sa (di solito i bicchieri e le stoviglie in genere), la fine drammatica che ha subito la nostra relazione, il cui termine molto spesso coincide con una sorta di rinascita, per quanto non priva di strascichi.
In quest'ultima cena ho notato che, molto spesso, siamo solite associare ad ogni comportamento anomalo, ad ogni fidanzato scorretto, ad ogni azione terribile che ci viene inflitta, la parola "pazzo". Lo faccio anch'io, credo sbagliando, anche se il limite tra l'essere bugiardi, paranoici, insicuri, depressi,  e la patologia è spesso estremamente labile.
Ma il più delle volte non è così. Quest'estate sono andata a vedere uno spettacolo del Monni su Dino Campana, a Marradi. Quella cittadina così tetra, e nello stesso tempo bellissima, rinchiusa in una gola stretta e altissima, come a non far filtrare mai il sole, era perfetta per quello spettacolo. Perché io quando penso ai pazzi ho sempre un po' di timore reverenziale, perché pazzi erano Campana e la Merini, mica il primo stronzo che te lo butta nel culo.
Poi a un certo punto, me lo ricordo benissimo, il Monni ha detto:-"Perché gli amori tristi sono i più belli". Io credo di aver capito cosa intendesse. La malinconia, la frustrazione che si portano dietro certe storie, il senso di inadeguatezza che le accompagnano, l'incapacità di arrivare alla serenità, spesso ti entrano nelle ossa e non se ne vanno mai più. Ti cambiano, per sempre. Però c'è un senso di rivincita, nello stesso tempo, che si impossessa di te. C'è la ferma volontà di fare in modo di non incontrarne più, di amori tristi.
Perché negli amori tristi, spesso, non c'è niente della pazzia. I comportamenti infami, invece, sono invece tipici del genere umano più normale, del più piccolo direi.
Certi comportamenti, radicati in determinati esseri fino a esserne parte fondante e quasi esclusiva, non hanno niente di folle.
Anzi: credo che più siano sviluppati, più avvicinino i personaggi in questione alla normalità.
Rettifico: mediocrità. Non c'è niente dell'elevazione della follia, niente del suo essere oltre, niente di quell'aver capito qualcosa che tu non capirai mai. Certe cose sono così basse da guardare le cose da una prospettiva accidentale, quelle prospettive in cui la cima del palazzo è solo un punto.
La visuale di un insetto. La visuale dei pazzi non è questa.
La gente cambia?Per decenni ho pensato di sì, soprattutto pensando ai mutamenti di ordine sociale: la storia della "seconda possibilità" data ai delinquenti, ai carcerati, a chi ha rubato, a chi ha ucciso.
Poi però, forse contraddittoriamente, se penso al cambiamento nelle sfere private, penso che no, difficilmente gli uomini cambino. Se lo fanno, statene certe, non lo faranno con voi: il cambiamento spesso coincide con un'altra storia, un'altra donna (o un altro uomo), un'altra persona. Se il vostro ruolo è da sempre stato quello di colei che viene affondata, col solito uomo continuerete ad affondare. Di questo sono certa.
La pazzia è un alibi che creiamo a noi e agli altri. Nella cattiveria non c'è niente di folle.
Nel cercare di avere tutto passando sopra gli altri, non c'è niente di folle.
Forse folli siamo noi, che decidiamo di starci dentro, consapevolmente.

In un momento
 
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose.
 
P.S. E così dimenticammo le rose.
 
 
(per Sibilla Aleramo)

Trovate uno stronzo qualsiasi capace di scrivere una cosa del genere, e poi potremo riaffrontare la discussione.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 27/10/2008 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
La rosa delle scelte
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2008


 Guardate, di Berlusconi io veramente non voglio parlare più. Perché fondamentalmente è lui la causa di questo prolungato silenzio.
Perché ogni volta che decido di scrivere un post su qualche minchiata che dice non mi basta mai il tempo: dopo mezz'ora ne ha detta una più grossa che mi fa incazzare ancora di più.
Allora decido di scrivere un post sulla seconda cazzata, ma dopo mezz'ora ne esce con una terza, e così via.
Non riesco a stargli dietro. Per davvero.
Quindi almeno per ora, e almeno pubblicamente, decido di gettare la spugna e di incazzarmi nel privato, e mi associo a "L'Amaca" di Michele Serra di qualche giorno fa, in cui si chiedeva se, per cortesia, non si potesse fare direttamente una legge che parasse il culo esclusivamente a Silvio Berlusconi, in modo che questo omucolo la smettesse di scassarci le palle.
Diceva proprio così Michele Serra, "scassarci le palle".
Si vede che non ne può più nemmeno lui.
A questo proposito, vorrei farvi vedere questo, in modo da ricordarci/vi/si/li che noi siamo una generazione di coglioni, me compresa ovviamente, e che mi vergogno di essere italiana ogni giorno di più, e probabilmente la prossima volta che andrò all'estero parlerò arabo o rumeno: correrò certamente meno rischi di essere guardata con disprezzo e sospetto.
Invece, vorrei parlarvi di altro.
Vorrei parlarvi del concetto di "nucleo familiare", riguardo a cui tutti ci scassano le palle (come insegna Michelino), perché in questo periodo ci sto pensando molto a causa di vari eventi, e sono giunta alla conclusione che, come dice l'Isa, anche riguardo a questo rientro nella categoria "altro", quel 4% che nelle statistiche viene considerato talmente ininfluente da non riuscire ad assegnargli nemmeno un colore nelle legende.
Che tristezza che mi fo.
Ora, non arrivando agli estremi di "Parenti serpenti", credo che in linea di massima il nucleo familiare non faccia parte del mio D.N.A.
Voglio dire, il concetto di fidanzarsi, sposarsi, mettere su casa e fare un figlio -mi raccomando, necessariamente in quest'ordine- voglio dire, non che non mi piaccia, ma non ne sento l'impellenza.
No, non è nemmeno questo; la mia domanda fondamentale è: soprattutto riguardo al concetto di abitazione, davvero non esistono alternative?
Quante volte ci siamo lamentati del fatto che una volta fidanzata la gente -se si ha la fortuna di vederla ancora- non è più la stessa?
E quante volte ci siamo lamentati del fatto che le persone accoppiate scompaiano dalla circolazione?
E quante volte ci siamo lamentati di non arrivare a fine mese, se in coppia, perché le spese sostenute sono troppe?
E quante volte ci siamo lamentati del fatto che i nostri figli non si sa chi debba andare a riprenderli a nuoto?
E quante volte nelle sere d'inverno ci scassiamo le palle e avremmo voglia di stare un po' con qualcuno che non necessariamente sia il nostro fidanzato?
E quante volte...eccetera.
Insomma, il succo l'avete capito.
Allora ho cominciato a pensare che, voglio dire, esistono alternative possibili, che come sempre però comprendono la compartecipazione di altri, e quindi ecco, risultano fattibili solo se si incontra chi la pensa come te.
Ad esempio, esattamente, perché non è pensabile, in Italia, soprattutto una volta che si è avuto un figlio (ma anche prima) vivere in più di due?
Due coppie amiche con un figlio a testa, esattamente, perché non possono vivere insieme?
Dividerebbero l'affitto, le bollette, il cibo, le serate, le responsabilità, i turni per riprendere i figli a scuola.
La vita sarebbe più semplice, più divertente, variegata, economica.
In forma allargata è stato inventato questo, che si chiama Cohousing: una forma di vivere sostenibile che comprende l'altro come parte integrante della propria vita, allontanandosi dal concetto totalizzante di coppia come siamo abituati a viverlo in Italia (ma non solo qui), entro cui sembra che non possa entrare nessuno se non dopo opportune e ripetute richieste d'ingresso.
Nemmeno a dirlo, il co-housing è nato in Danimarca circa trent'anni fa, ma da quello che ho capito mi sembra che il maggior successo lo abbia riscosso nel nord-europa e negli Stati Uniti.
Mi chiedo -non provocatoriamente, ma seriamente- quale sia la molla che ci porta a considerare la famiglia qualcosa di nostro -quale è- al punto però di escludere la possibilità che qualcun altro ne faccia parte, fermi restando i capisaldi dell'autorità genitoriale e della diretta responsabilità nei confronti dei propri figli.
Qual'è, esattamente? Qual'è la "forma di intimità" che non sia già garantita dall'avere una propria stanza?
Chi mi conosce sa che non sono una squatter. Ma l'idea di una comune -una comune vera intendo, ognuno con delle proprie responsabilità, dei compiti da portare avanti, non una comune intesa come varie persone che si fanno di tutte le droghe possibili in un ospedale occupato- mi sembra un'idea bellissima, e non particolarmente velleitaria.
Invece sembra fattibile più o meno come un mondo socialista, cioè zero.
Un po' mi dispiace.
Nonostante tutto mi piacerebbe che provassimo a pensare anche ad altre strade, per darci la possibilità di stupirci e di accogliere sorprese.
Forse ciò che ci hanno insegnato è solo una possibilità, e mi chiedo se a volte non la seguiamo per paura, piuttosto che per convinzione.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 2/7/2008 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
Ciao Dino
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2008


...E bastava "Il sorpasso" per non dimenticarti.




permalink | inviato da ilpostodellefragole il 9/6/2008 alle 20:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
No comment.
post pubblicato in Diario, il 12 maggio 2008


Forse dovrei dire qualcosa di sinistra di fronte a tutto ciò.
Questo marciume che dilaga a macchia d'olio, incurante di ciò che invade, come una bava di lumaca che ti entra dalle orecchie, di soppiatto.
Non è più solo una questione di politica.
E' una questione di persone.
Sì, lo so: dovrei dire qualcosa di sinistra, attaccarmi alla tolleranza, alla comprensione tipica di chi cerca di capire, di chi non si accontenta delle spiegazioni-standard che si utilizzano per spiegare fenomeni-standard alle persone-standard.
Dovrei.
Però mi viene in mente in modo compulsivo una scena.
Mi viene in mente Javier Bardem in "Non è un paese per vecchi", con quella bombola d'ossigeno, che gira bussando alle porte facendo buchi in testa alla gente.
Senza proiettile.
Un buco, così, che rende le teste delle persone dei simpatici spioncini.
Uno monta un vetrino davanti ai buchi, e mette le teste della gente montate sulla porta di casa.
Lo so che non è propriamente una fantasia di sinistra, ma a questo mi viene da pensare spesso in questi giorni: che tanta gente si meriterebbe di diventare uno spioncino.
E poi, in fondo, amico Javier, dimmi: quanto costerà mai una bombola d'ossigeno?







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Nuclei cervellotici combattenti.
post pubblicato in Diario, il 7 maggio 2008


Se c'è una cosa che mi sta proprio sul culo è l'inconscio.
Prima di tutto nessuno l'ha mai visto, al contrario del fegato, del gomito o del cervello.
Quindi, se parto -da buona razionalista- dal presupposto che Dio non esista perché nessuno l'ha mai visto, allora perché dovrebbe esistere l'inconscio?
Chi mi conosce potrebbe obiettare che in realtà io sono portata a credere a cose molto più inesistenti rispetto a Dio, a cui alla fine credono più o meno tutti, come ad esempio le fate e il piccolo popolo intero.
Ma come qualcuno su qualche blog che non ricordo ha ben esemplificato in una magistrale serie di paradossi, le fate, gli gnomi e i folletti hanno come presupposto intrinseco quello di non farsi vedere dagli esseri umani, indi per cui il fatto stesso che essi non siano mai stati visti da nessuno è una condizione sufficiente per confermare senza ombra di dubbio la loro esistenza.
Voglio dire, quanto la Madonna di Medjugorie, almeno.
In ogni caso, l'inconscio, per quanto non esista, riesce comunque ad essere insopportabile.
Io ho imparato a non dargli ascolto. Perché voglio dire, la volontà e le ferme conclusioni derivate da anni di duro lavoro su sé stessi DEVONO valere di più di un fottuto sogno fuori posto.
Attenzione, non sto facendo opera di auto-convincimento: dare credito all'inconscio solo perché catalogabile tra ciò che non puoi controllare, legittimerebbe altresì anche tipo io che mi denudo e comincio a correre per la corte del mio condominio in preda ad un attacco di pazzia.
Anche la pazzia non si può controllare; ma avete mai sentito uno psicanalista dire che la pazzia vada alimentata a discapito della ragione?
Eppure andrebbe anche a loro vantaggio: ci sarebbero un sacco di pazienti in più.
Quindi, se io da sveglia sento delle cose che sento fermamente di poter tenere sotto controllo, se io durante il giorno arrivo a delle convinzioni, per quale motivo se io faccio un sogno che sembra smentire ciò a cui sono arrivata devo svegliarmi la mattina pensando che ciò che credo vero durante il giorno non lo sia?
Voglio dire: ciò che penso razionalmente -ma anche emotivamente- vale meno di ciò che il mio inconscio -che peraltro non esiste- mi suggerisce durante la notte rielaborando input a casaccio dopo un' impepata di cozze?
Mi sembra una gran cazzata.
Viva il cervello, abbasso l'inconscio.
Io tifo sempre per i perdenti.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 7/5/2008 alle 1:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Sul tempo
post pubblicato in Diario, il 4 maggio 2008


L'ineluttabilità può essere una bella sfida, oppure farti impazzire dal panico.
Le cose che non si possono cambiare e che nonostante tutto abbiamo o detestato furiosamente o amato perdutamente, quando non ci sono più, lasciano sempre un senso di vuoto che inizialmente sembra incolmabile.
Allora si pensa che, visto che quella cosa non tornerà, la nostra vita non sarà più la stessa.
Come se necessariamente fosse un fattore da combattere, il cambiamento.
Persino la natura ci ha riservato il più incontrovertibile dei processi: la vecchiaia.
Ma credo che spesso la saggezza non si nasconda dietro la lotta, ma dietro la serena accettazione che ciò che se n'è andato, andato davvero intendo, non tornerà più, e che con certe assenze si debba imparare a fare i conti.
Che contro l'evoluzione non abbiamo scampo.
Che il tempo che scorre, se si porta con sé tante cose, ce ne regala sempre altre, ci cura, ci purifica.
In fondo credo che il tempo, per quanto sia la nostra più grande condanna, sia anche la nostra unica, grande salvezza.

"Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va".
Eraclito, "Sulla Natura"




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R E S I S T E N Z A
post pubblicato in Diario, il 30 aprile 2008


Il declino nazionale prosegue senza sosta.
In questo ultimo periodo, qualsiasi sia la trasmissione che guardo, devo cambiare canale.
Tutto mi sdegna.
I fucili di Bossi, Alemanno, le croci celtiche che sventolano, la prola "patriottismo" ripetuta compulsivamente.
Siamo rimasti in pochi, o forse lo siamo sempre stati, c'è poco da fare, e forse anche poco da disperarsi.
C'è da fare fronte comune, stare stretti stretti per ripararsi dal gelo come quei tipi che precipitarono sull'Himalaya, possibilmente cercando di non mangiarci tra di noi, ecco.
C'è da stare appiccicati, e non dispenderci, e tirarci pacche sulle spalle e dirci "arriveranno tempi migliori", anche se poi sappiamo che questi tempi non arriveranno mai.
Questo è stato il mio 25 Aprile, in una strada chiusa a Pistoia, trecento persone a pranzo incuranti del tempo nevrastenico, che sotto la pioggia cantavano "Il cielo è sempre più blu".
Domani è primo Maggio.
Resistenza.
Queste sono le nostre feste.
Quel rotto in culo di Dell'Utri non ce le porterà via.



E nemmeno questi altri, di rotti in culo.
Spero che Alemanno vi si ingroppi la mamma.
Una a una.
Abbiamo trasmesso: Lezioni di Galateo, Numero Uno





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Meglio di niente...
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008


Varrà poco, ma almeno protesto.
Speriamo che non ci sfrattino

 




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E come sempre si fa...
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008


...Adesso si tocca il fondo e poi si risale.
Mai così avvilita

P.S.Rivoglio il Granducato di Toscana



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 15/4/2008 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Ma ti prego...
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2008


Mi stanno dando la Lega al 9%.
Ci deve essere un errore.
Ci deve essere un errore



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 14/4/2008 alle 18:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
90: la Paura
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2008


Vabbé, dopo circa due mesi di discussioni, litigi, risse, dibattiti, riunioni, alla fine ho votato.
Ho cambiato idea circa un'ottantina di volte: ho pensato di astenermi, di votare Pd (per circa 12 secondi), di fare scheda nulla, scheda bianca, di rifiutare la scheda, di infilarci dentro una fetta di mortadella, di vendere il mio voto al miglior offerente (ma nessuno mi ha offerto niente), di cospargermi di petrolio e darmi fuoco di fronte al seggio elettorale, di mettere una bomba in Parlamento, una in Vaticano, eccetera.
Insomma, alla fine ho votato.
Ferrando.
Perché?
Uhm. La risposta che mi sono data è stata questa.
Non potevo votare Pd, perché Veltroni non mi piace. La sua è una coalizione piena di cattolici e di esponenti politici tra loro così diversi che in sede di governo, se mai vinceranno, non credo saranno in grado di trovarsi daccordo su niente.
Un film già visto mi pare.
L'argomento più usato da chi cercava di farmi votare Pd era che se non lo avessi fatto avrebbe vinto Berlusconi.
Ma
1)Berlusconi vincerà ugualmente.
2)Mi sono rotta le palle di questi voti dati per mandare a casa qualcun altro.
L'astensione è purtroppo qualcosa a cui non riesco a piegarmi.
Faustino potevo votarlo, in effetti.
Nonostante tutto lo amo ancora.
Poi però dentro di me ho pensato: Ferrando dice delle cose talmente poco attuali, è talmente fuori dal tempo, che sicuramente ciò che dice non lo dice per comprare la gente.
Se lo dice, vuol dire che ci crede ancora.
Ecco, l'ho trovato un po' fuori dalla morsa del compromesso.
Uno che parla ancora di borghesia e padroni, anche se mi fa un po' sorridere, non può non essere davvero comunista.
Lo so che il mio voto è andato completamente disperso. Ma non mi importa.
Il fatto è che comunque vada, sarà una catastrofe.
Queste elezioni mi hanno devastato psicologicamente.
Attendo i risultati con la consapevolezza di chi sa che un altro mondo, almeno qui in Italia, è impossibile.
Ogni epoca ha il proprio nemico da combattere: prima c'era la DC, noi abbiamo questa destra, così becera, sguaiata e disonesta, e la combattiamo con gli avanzi dei nemici di ieri.
Non mi resta che attaccarmi alla nostalgia della Rivoluzione.
In fondo, vivere proiettata nel passato è la mia specialità.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 14/4/2008 alle 11:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Lezione di filosofia numero 0
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2008


Stasera, alle ore 23 e poco più, ho sentito la primavera. Ha bussato al finestrino della mia macchina, Kaya s'è avvicinata al mio orecchio per affacciarsi meglio, ché anche lei la voleva salutare, e la Primavera è entrata.
C'è sempre un giorno dell'anno in cui la Primavera bussa, ed è sempre in tarda serata.
Nonostante sia un'accanita sostenitrice dell'estate e del caldo senza sosta e senza fine, verso la Primavera nutro un sentimento che non so spiegare.
Qualcosa di misto tra nostalgia e voglia di guardare avanti.
Tra ricordi da dimenticare e ricordi da ricordare.
La Primavera segna il naturale spartiacque tra ciò che è stato, e ciò che sarà.
E' una cascata in un luogo segreto.
E' il profumo dei tigli nelle notti non ancora calde, quando torni a casa col finestrino aperto e devi metterti il golfino.
(Finestrino e golfino fanno una rima obbrobriosa, lo so).
Sono le parole non dette per paura.
La Primavera resta segreta, anche se tutti la conoscono.
La Primavera è il mio inzio dell'anno: quando rimandi la resa dei conti a quando sarai più forte, dopo che il caldo ti avrà temprato.
Invece poi il caldo ti fiacca.
E rimandi la resa dei conti alla fine dell'anno.
Ma poi fa troppo freddo.
E quindi, la mia domanda è: ma questo tirar le fila della situazione, è proprio necessario?
Secondo me no.



permalink | inviato da ilpostodellefragole il 7/4/2008 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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